• IL LINGUAGGIO DEL BAMBINO

    IL LINGUAGGIO DEL BAMBINO

    Una tra le fasi di sviluppo più importanti e attese nella vita del bambino, è quella in cui emerge il linguaggio. Questo avviene attraverso una successione di acquisizioni che intercorrono tra il primissimo pianto e la costruzione di frasi più complesse. Nel mezzo, all’incirca verso i 5-6 mesi, si manifesta la fase della “lallazione” in cui il bambino ripete i classici suoni ma-ma; ba-ba; ta-ta. Solo più tardi, tra i 18 e i 24 mesi circa, gli sarà possibile esprimersi verbalmente attraverso l’uso di un linguaggio più intenzionale e somigliante a quello adulto.

    Generalmente tra le parole proferite per prime incontriamo i sostantivi: mamma, papà e pappa; mentre solo successivamente questi termini vengono accompagnati a degli aggettivi come ad esempio mamma-bella o pappa- buona.

    Tutto questo processo di apprendimento, nonostante avvenga attraverso fasi che si susseguono con una certa regolarità, si sviluppa secondo tempi variabili, a seconda di fattori innati e organici, della personalità, del carattere e del contesto di vita di ogni singolo bambino.

    Cosa deve dunque fare la famiglia per favorire un buon sviluppo del linguaggio nel bambino?

    I consigli sono molteplici. Innanzitutto è bene che mamma e papà parlino consapevolmente al bambino fin dalla gravidanza e che stimolino il piccolo anche attraverso canzoncine e filastrocche; esse hanno la grande potenzialità di accordarsi, attraverso il loro suono e ritmo, a quello del cuore-tamburo del bambino.

    Un’ altra situazione utile per apprendere nuovi termini, è creare una routine all’interno della quale si preveda un momento intimo e speciale dedicato ai giochi e alla lettura. Questo, oltre ad arricchire il vocabolario permetterà a genitori e figli di condividere e godere di momenti preziosi nei quali si svilupperà una relazione empatica ed emotiva importante.

    Inoltre è bene utilizzare un linguaggio semplice, chiaro, veritiero ed evitare il “bambinese” (es. dov’è Dodo? Hai la bua?) e ciò perchè l’obiettivo è permettere al bambino di acquisire uno strumento di comunicazione che poi gli permetterà di rapportarsi agli altri e creare delle relazioni sociali e il “bambinese” non è di certo comprensibile a tutti ed esportabile a livello sociale .

    Un ultimo consiglio alle famiglie è orientato ad un uso critico e consapevole della tecnologia. Io personalmente non sono favorevole a demonizzare in toto questi strumenti, perchè spesso ci vengono in aiuto, proponendo programmi, giochi e attività stimolanti ed educative e possono essere realmente utili se usati intelligentemente e con parsimonia. Oramai tutte le nuove tecnologie propongono app e giochi costantemente rinnovati, sempre all’avanguardia e utili anche per far emergere il linguaggio nei bambini.

    In questo caso il ruolo principale deve giocarlo l’adulto, selezionando, proponendo e monitorando i programmi o i giochi considerati educativi, con contenuti adeguati all’età del bimbo e con colori non troppo accesi, che risultano dannosi per i più piccoli.

    L’American Academy of Pediatrics consiglia di evitare lo schermo della tv ,di pc o smartphone, almeno per i primi due anni di vita. Successivamente, occorre fare molta attenzione alla quantità di tempo e ai programmi a cui si espone il piccolo.

    Dunque genitori, avete davvero molte occasioni per favorire il linguaggio di vostro figlio, non sprecatele e cogliete ogni opportunità utile per rendere il processo di sviluppo del bambino il più ricco e stimolante possibile!!!…e ricordate che fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo ma anche il più gratificante e arricchente possibile!!!!

    di Elisa Veluscek

    Pedagogista Pge

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