• IL NIDO : PRIMO LUOGO D’APPRENDIMENTO

    IL NIDO : PRIMO LUOGO D’APPRENDIMENTO

    La decisione di iscrivere il proprio figlio al nido è spesso caratterizzata da forti dubbi, paure, ansie e sensi di colpa per i genitori. Non sarà meglio che resti ancora un po’ a casa? Si sentirà abbandonato? Siamo dei cattivi genitori se pur potendoci permettere di tenere il bambino a casa, lo portiamo al nido? Sarà nocivo per la salute del bambino? Come influirà questa esperienza sul suo sviluppo? Queste sono solo alcune delle domande che attanagliano le famiglie quando riflettono sull’opportunità o meno di questa scelta.

    In realtà molte di queste paure sono ingiustificate e trovano facilmente conforto nei risultati di alcune ricerche condotte negli ultimi anni, riguardanti proprio questo argomento. Da una ricerca promossa dalla Fondazione Agnelli e firmata da Daniela Del Boca e Silvia Pasqua, docenti di Economia Politica all’università di Torino, è risultato infatti che l’iscrizione al nido nei primi tre anni di vita, è un investimento importante sul futuro dei bambini, sulle loro capacità cognitive, ma anche affettive e psicologiche .

    Attraverso il confronto dei risultati dei test invalsi, proposti agli alunni delle classi seconde e quinte nella scuola primaria di tutta Italia nell’anno 2009-2010, emerge in modo netto la maggiore preparazione sia in italiano che in matematica dei bambini che, nella prima infanzia, avevano frequentato l’ asilo nido.

    Oltre a migliori risultati in ambito scolastico, si rilevano altri importanti benefici; infatti chi ha frequentato il nido risulta più socievole, autonomo, maggiormente capace di concentrazione, più creativo nel gioco e più aperto verso i compagni.

    Inoltre per ciò che concerne la salute, gli esperti dell’Associazione Culturale pediatri, sostengono che frequentare un asilo nido con tanti bambini a meno di due anni e mezzo, non comporta rischi per la salute anzi, protegge da future infezioni. Stare a contatto con tanti bambini fa sì che il sistema immunitario sia esposto a tante varietà di virus e questo potrebbe causare molteplici e ripetute influenze durante il primo anno di nido. Nello stesso momento però le difese immunitarie diventano più abili e capaci di difenderlo, così che al secondo e terzo anno, il sistema immunitario avrà sviluppato una memoria storica tale da saper riconoscere e combattere gli agenti infettivi e dunque il bambino avrà meno possibilità di ammalarsi.

    I risultati delle ricerche accertano dunque l’irragionevolezza della diffidenza e del pregiudizio verso questo contesto educativo, qualificato come primo luogo di apprendimento e sottolineano l’importanza di una scelta ponderata e consapevole, orientata verso strutture valide, accoglienti e ancorate a progetti educativi seri ed efficaci.

    di Elisa Veluscek

    Pedagogista del PGE

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