• L’INSERIMENTO AL NIDO

    L’INSERIMENTO AL NIDO

    L’inserimento del bambino al nido è una delle fasi più complesse e più importanti di tutto il percorso di frequentazione del servizio. Rappresenta l’inizio di una nuova emozionante avventura ma molto spesso è accompagnata da forte preoccupazione e ansia da parte della famiglia e da crisi importanti nel bambino, dovute alla difficoltà di gestire il primo distacco dalle figuredi riferimento, il nuovo ingresso in un contesto sconosciuto e le nuove relazioni con i pari e le educatrici.

    È un momento ricco di cambiamenti e novità che possono destabilizzare e creare una serie di reazioni emotive di non facile gestione, ecco perchè vi consiglio di non inserire ulteriori mutamenti nella vita di vostro figlio, troppe novità sarebbero veramente difficili da affrontare tutte insieme!!

    Uno degli elementi che favorisce una migliore predisposizione emotiva a questo grande cambiamento è la condivisione della scelta di iscrivere il bambino al nido da parte di entrambi i genitori. Una volta che la decisione è stata presa l’ansia, i dubbi e le preoccupazioni  permarranno ed è bene sapere che sono del tutto legittimi e segno di un grande sensodi responsabilità e consapevolezza in merito all’importanza del percorso che si sta per intraprendere. A volte succede che tutta questa incertezza venga superata abbastanza facilmente grazie alle reazioni positive del bambino, che fin da subito dimostra di gradire ilnuovo contesto e la nuova situazione. Il nido infatti, non rappresenta solo la prima separazione dalla mamma, ma è anche un luogo nuovo, colorato, ricco di oggetti dascoprire, luoghi da esplorare e attività da sperimentare. La maggior parte delle volte invece, le proccupazioni e le insicurezze si protraggono per un po’, condizionate dalle reazioni del bambino che spesso manifesta resistenza verso questo nuovo contesto. Per favorire uno stato emotivo positivo nel bambino, è necessario che la famiglia riesca a regolare e controllare le proprie incertezze e ansie, perchè purtroppo ilpiccolo intercetta e percepisce tutte queste emozioni e le fa proprie. Dunque maggiore è lo stato di paura e insicurezza in famiglia, maggiori saranno le difficoltà del bambino a vivere il distacco. Per lo stesso motivo è utile che la madre condivida a voce alta, pensieri positivi sul nuovo contesto educativo, sui compagni e sulle dade, questi saranno interiorizzati e assimilati dal piccolo.

    Esistono diversi accorgimenti per facilitare l’ambientamento.

    Innanzitutto è bene spiegare al bambino la novità che lo aspetta, oltre che a parole lo si può portare a vedere il nuovo ambiente e ciò predisporrà la sua mente ad affrontare la nuova esperienza e aiuterà mamma e bambino ad integrare il cambiamento. Inoltre sarebbe opportuno creare un piccolo rituale quotidiano che permetta di portare al nido un “pezzettino” di mamma. A volte funziona mettere una goccia di profumo al collo e consigliare al bambino di immaginare che la mamma sia sempre lì vicino, altre volte invece, ci si può servire di piccoli oggettini da tirar fuori al momento di malinconia, come ad esempio un piccolo nastrino, un pezzo di stoffa etc…

    Inoltre per superare i momenti di sconforto può essere utile lasciare al piccolo un oggetto che avrà una funzione confortante e sarà un alleato per affrontare con più serenità le nuove routine. Si tratta di qualsiasi cosa verso il quale il bambino palesa attaccamento e un legame affettivo. Può essere il pupazzo del cuore, una macchinina, un fazzolettino o qualsiasi altro oggetto. Altra cosa che considero fondamentale, è che i genitori siano consapevoli della difficoltà effettiva del bambino e che accolgano tutte le reazioni emotive con grande amore e rispetto. Non bisogna avere fretta, ognuno ha i suoi tempi e i suoi vissuti, dunque sono assolutamente banditi i confronti con gli altri bambini.

    Bisogna prevedere un inserimento graduale, senza mai forzare troppo la mano. In genere, la fase dell’ambientamento può durare da 15 giorni a 4 settimane con orario ridotto, ma per ogni bimbo è diverso. Si comincia con la frequentazione del nido insieme al genitore per brevi periodi per poi gradualmente aumentare la quantità di tempo trascorsa al nido e contemporaneamente diminuire fino ad eliminare la presenza del familiare di riferimento.

    È importante sapere che per bambini così piccoli il concetto di tempo è qualcosa di poco chiaro e dunque allontanarsi per cinque minuti o per qualche ora è la stessa cosa.

    È fondamentale però che la mamma comunichi in maniera chiara al bambino quando andrà via e che tornerà presto a riprenderlo. Nei primi periodi, è opportuno che ci sia un’unica persona che si occupa dell’inserimento e che quindi, chi accompagna il bimbo al nido alla mattina, sia la stessa che viene a riprenderlo, questo crea continuità tra i due momenti e una migliore elaborazione del trauma dell’abbandono. Inoltre consiglio di evitare di sentirsi sempre sotto giudizio come genitori, è idea diffusa infatti, che si misura la propria bravura o meno, in base al tipo di reazione del bambino durante l’ambientamento. In realtà, è dimostrato che un buon inserimento è il risultato di una serie di variabili che non dipendono unicamente dalla famiglia. Sta anche alle educatrici creare un ambiente sereno, stimolante, nel quale il bambino si senta accolto, protetto, e accudito. Questo creerà le basi per rasserenare il piccolo ma non sarà sufficiente, perchè le educatrici dovranno accogliere l’intera famiglia, dovranno ascoltare i dubbi, le perplessità e le difficoltà dei genitorie da qui partire per costruire un rapporto di dialogo costruttivo, dall’altra parte ci dovrà essere altrettanta disponibilità e fiducia, al fine di creare un’alleanza educativa solida ed efficace. Seguendo questi piccoli consigli, l’ingresso al nido sarà un po’ più facile e vedrete che dopo le prime difficoltà iniziali tutto si risolverà e arriverà il bel giorno in cui i pianti del bambino lasceranno il posto a splendidi sorrisi e sarà allora che anche levostre ansie e paure si scioglieranno.

    Buona avventura!!!

    di Elisa Veluscek

    Pedagogista Pge

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